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Il Percorso

L’idea che L’Aquila assume nell’opinione pubblica italiana ed internazionale è ancora quella di una città colpita dal terremoto. Le immagini dei crolli e della devastazione di undici anni fa sono ancora le prime che sorgono alla mente di chi non vive di persona la rinascita della città.

Eppure in questi ultimi anni L’Aquila ha fatto grandi passi avanti nella ricostruzione fisica, ridando forma al suo patrimonio costruito e alla sua veste di città. E a questa ricostruzione si aggiunge il fiorire del patrimonio immateriale, e che è costituito, oltre che dalle tradizioni e dalle forti identità locali, dal ricchissimo panorama delle competenze e dei talenti scientifici, artistici e culturali e dall’inserimento in un multiforme flusso di scambi internazionali.

A seguito del terremoto del 2009, questo fittissimo tessuto diffuso, declinato con un forte movimento partecipativo in una costellazione di realtà dove i cittadini si sentivano protagonisti, ha tenuto insieme le comunità, dopo la disgregazione della città fisica. Ora, con la ricomposizione quasi compiuta, nell’idea della candidatura a Capitale italiana della Cultura non si poteva non tenere conto di questo valore che la cultura ha rivestito per L’Aquila nel “tenere assieme i pezzi”. E dunque idea ispiratrice di questa candidatura è stata il kintsugi, l’arte giapponese di riparare vasi rotti con l’oro, rendendo le fratture occasione di rinnovata bellezza.

Da questa suggestione, profondamente legata a quello che L’Aquila e il cratere hanno sperimentato con la ricostruzione del dopo terremoto, è partito un percorso partecipativo, che ha portato a decine di incontri, con le istituzioni, con i comuni circostanti e di tutta la regione, con le associazioni, con tutti i cittadini, convogliando nell’elaborazione della candidatura tutte le energie della città e del suo territorio.

Allo stesso tempo, entusiastico supporto e adesioni, propositive e attive, sono arrivati da decine di personalità di eccellenza che, nel corso del tempo, si sono incontrate nel crocevia aquilano e vogliono ora partecipare a questa sfida assieme agli aquilani: mostrare all’Italia e al mondo che, grazie alla cultura, L’Aquila è rinata, ed è uno straordinario esempio di resilienza e di rinnovamento attivo.

Ciò che il titolo di Capitale Italiana della Cultura può fare per L’Aquila, infatti, è proprio offrire un anno di costante esposizione mediatica, di costante possibilità di documentazione e di racconto che possa mostrare all’opinione pubblica italiana ed internazionale cosa è già L’Aquila oggi e soprattutto cosa potrà diventare nei prossimi anni.